Vista aerea del piccolo paese di Squarzanella posto sulla provinciale per Viadana, visibile la strada sterrata che consentiva di raggiungere la Corte Boschetto abitata dalla famiglia Ghidorzi Gino.

Squarzanella, in sinistra si imbocca la pista sterrata per arrivare alla Corte Boschetto 


La corte Boschetto residenza dei Ghidorzi 
abitata dai Ghidorzi dal 1934 al 1961
Proseguendo sull'argine, si arriva alla Corte Bernardina dove abitavano altri Ghidorzi (Ghidorsi un tempo)

Il territorio della bassa mantovana è caratterizzato dalla presenza dei fiumi Oglio e Po e poi tanti canali e fossati; prima della bonifica realizzata dopo gli anni venti era ricoperto da paludi ed acquitrini. Le zanzare, al calar del sole erano le vere padrone.


Vicino a San matteo delle Chiaviche il caratteristico il ponte in chiatte a Torre d'Olio che consente di attraversare il fiume  alla confluenza con il fiume Po

La Cà di mezzo, così chiamata perché posta a metà strada tra Squarzanella e San Matteo delle Chiaviche, posta tra due canali di bonifica (Il Navarolo e la Bogina), luogo natale della mamma Bruna Baruffaldi che dopo il matrimonio con Gino Ghidorzi si trasferì alla corte Boschetto.
Cà di Mezzo - Arturo, Rosa e nonna Rosina
Corte Boschetto - Giuseppe con i vitelli al pascolo



Vista della Corte Boschetto mentre era abitata dalla famiglia Ghidorzi. 
In centro
 della foto, la nonna Neta con il rastrello, custode della originale ricetta dei tortelli che poi trasmise alla nuora Bruna

Novembre 2024 sopralluogo dei Ghidorzi per verifica dello stato della corte Boschetto... (ora semiabbandonata)

La Cà di Mezzo avrebbe bisogno di manutenzione, dopo la dipartita dello zio Vando e della Cesarina, ora anche se abitata dai figli di Cesarina lo stato di abbandono è notevole



Lo zio Vando era un'artista: riparava le radio, dipingeva, faceva il meccanico, era apicoltore e doveva sopportare suo malgrado il lavoro nei campi. Nei canali a lato della Cà di Mezzo la famiglia Baruffaldi, con nonno Arturo esercitava la pesca; allora i canali erano molto pescosi: infatti la moglie, nonna Rosina esercitava prima di sposarsi la professione di pescivendola

Nelle foto nonna Rosina con la nipotina Rosa. La nonna era una grande lavoratrice ed oltre alla casa seguiva con impegno i lavori nei campi a differenza degli uomini di casa: zio Vando un artista, e nonno Arturo dopo la pesca si dedicava alla musica, infatti era maestro di fisarmonica ed aveva insegnato musica a Gorni Kramer.
Cà di Mezzo - Nonna Rosina e la Zia Bice intente a spannocchiare (smansà al formanton) le pannocchie di granoturco
Nonno Arturo sull'aia antistante la Bonifica in un momento di riposo attorniato dagli animali della fattoria: il cane, le anatre e le galline. Era maestro di contrabbasso e fisarmonica aveva avuto come allievo il futuro maestro Gorni Kramer.

Il canale Navarolo visto dal ponte di Squarzanella, un tempo molto pescoso e non inquinato.
Il nonno Arturo esercitava anche la professione di pescatore, coi bilancioni (balanson) piazzati sui canali Navarolo e Bugina

Trasferimento a Milano

La famiglia Ghidorzi come avvenne per molti  negli anni cinquanta, per consentire di migliorare il tenore di vita che la campagna non garantiva, specie ai figli, nel 1961 si trasferisce a Milano;  lascia Squarzanella e la vita di campagna: inizia una nuova esperienza cittadina..

Ma le tradizioni non si dimenticano. 
Nella foto mamma Bruna aiutata da Gino mentre procedono alla scolatura ed al condimento dei tortelli in Via Pagliano a Milano.

























 La famiglia inizia ad essere numerosa con i primi nipotini e le nuore Maria (piacentina)  e Grazia (milanese) pronte a ricevere, e tramandare la ricetta dei Tortelli Mantovani alla Viadanese.
Nella foto da sinistra: Arturo con la  mamma Bruna, Ivan in braccio alla mamma Maria, Giuseppe baffuto, Grazia con  Manuel e papà Gino.

Mamma Bruna periodicamente ritornava a trovare i parenti nel mantovano. Nella foto, tutti riuniti presso la Cà di Mezzo.

La montagna bergamasca rientrava sempre nelle escursioni domenicali, pertanto quando il capofamiglia Gino andò in pensione si optò per costruire una casa nella bergamasca, a Strozza in Valle Imagna. la Cà Rossa, quì il pensionato Gino  trapiantò le sue esperienze agresti mantovane.

CA' ROSSA




Nella foto i coniugi Bruna Baruffaldi e Gino Ghidorzi negli anni trascorsi a Strozza dove avevano trapiantato un piccolo mondo Contadino e dove le famiglie dei fratelli Ghidorzi si sono bene inserite, vedi la scoperta e la valorizzazione di alcuni siti storici come la Ghiacciaia del Maestro con la nascita del Museo Valdimagnino e la bicicletta sull'albero
Un pensiero alla campagna mantovana
Inseriamo alcune foto della campagna mantovana riprese dal fotografo Luca Ghidorzi nato a Squarzanella nella corte Bernardina posta a poche centinaia di metri dalla corte Boschetto, noto per il suo impegno artistico rivolto a valorizzare il territorio attaverso immagini suggestive.



 


La  Cà Rossa nel tempo è stata molto vissuta dalle famiglie Ghidorzi ripristinando oltre all'orto ed il pollaio, anche l'uso della panificazione con il forno a legna come si faceva un tempo alla corte Boschetto nel mantovano. 
Un primo forno fu costruito all'esterno sotto un campo di verze, poi seguito da un secondo più funzionale all'interno della piccola taverna.






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